Che cos'è la gnatologia?
La gnatologia è la branca della medicina che si occupa dello studio dell’occlusione, cioè del modo in cui i denti dell’arcata inferiore si allineano con quelli dell’arcata superiore, in una posizione detta massima intercuspidazione. Questo contatto preciso è fondamentale per stabilizzare la mandibola – l’unico osso mobile del cranio – e permettere funzioni vitali come masticare e deglutire. Tuttavia, in presenza di una malocclusione, i denti non si allineano in modo corretto, creando contatti irregolari (o “precontatti”) che ostacolano una posizione stabile della mandibola.
Quando si verifica una malocclusione, l’organismo attiva meccanismi di compensazione per cercare di ridurre l’impatto di questi precontatti:
- Serramento e digrignamento dei denti – I denti si serrano e digrignano per cercare di eliminare i precontatti attraverso l’usura.
- Posizionamento alternativo della mandibola – La mandibola si sposta per trovare una posizione più comoda in cui i denti combacino meglio.
Questi adattamenti portano a un carico maggiore sui muscoli masticatori, con conseguente affaticamento. I segni clinici possono includere l’usura dei denti, mobilità e migrazione dentale, recessioni gengivali, rumori alle articolazioni mandibolari e limitazioni o deviazioni nei movimenti di apertura e chiusura della bocca.
In alcuni casi, questi sintomi possono rimanere sotto controllo per anni, grazie alla capacità di compensazione dei muscoli masticatori. Tuttavia, quando il carico supera il livello di tolleranza del sistema, si manifestano sintomi quali dolore muscolare (che può irradiarsi anche a collo e schiena), ipersensibilità dentale agli stimoli esterni, e problemi auricolari come fischi, vertigini e sensazione di ovattamento. Nei casi più gravi, le persone possono avere difficoltà ad aprire o chiudere la bocca.
A causa della complessità delle cause e della variabilità dei sintomi, non esiste un protocollo di trattamento univoco. In genere, si preferisce adottare approcci graduali, partendo da soluzioni meno invasive fino a giungere a terapie ortodontiche o protesiche più complete.
Un trattamento di prima linea consiste nell’uso dello splint occlusale, noto anche come “bite,” una sottile placca in resina che si inserisce tra le arcate dentali. Questo dispositivo aiuta a rilassare i muscoli masticatori eliminando le interferenze occlusali, riducendo così il dolore e prevenendo l’usura dentale. Lo splint dovrebbe essere utilizzato il più possibile, soprattutto di notte e durante il giorno in casa, per un periodo minimo di 4-5 settimane. Non è particolarmente ingombrante e ci si abitua rapidamente alla sua presenza. Il bite deve essere controllato e adattato regolarmente per garantire una perfetta aderenza. Al termine del periodo iniziale, si valuta se proseguire con il trattamento o sospenderlo.
Prenota la tua visita gnatologica oggi
Compila il form qui di seguito per ricevere ulteriori informazioni
